mercoledì 20 maggio 2015

LA CLOWNESS CHA-U-KAO

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LA RICONOSCI ?
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dal tesoro ebraico in dispersione?
dalla collezione Segatori-Buscaglione?

IL LEGITTIMO PROPRIETARIO :

Umberto Joackim Barbera (1947- 2050 ?) 
Discendente da genealogia ebraica per parte di madre Annabella: 
Annabella Demeglio (1925-2009) sposa Silvio Barbera (1907-1969)  
nonna Mariola De Benedetti (1891-1959) sposa Umberto Demeglio (1896-1969)
bisnonna Annetta  Segre (1866-1923) sposa Leone De Benedetti (1854-1912)
trisnonna Vittorina Levi (1847-1927) sposa Emanuele Isacco Segre (1836-1895)
… 


IL DISEGNO RITROVATO :
il 14.12.2006  Umberto Joackim Barbera 
dichiarò il possesso dell'opera al Ministero Italiano dei Beni Culturali.
L'Ufficio Esportazione di Torino rilasciò la licenza all'esportazione definitiva negli USA 
(Licenza n. 8 del 19.2.2007,  Protocollo n. 182)
Collocazione odierna dell'opera: non dichiarata.

Pigmenti: naturali su carta di cotone
Dimensioni: cm. 64 x 84
Soggetto: "The Clowness" (Cha-U-Kao)


DEDICA: AB (Aristide Bruant)
DATAZIONE : 1891 - 1896 ? 
FIRMA: HTL -> E (in ideogramma cinese)
TIMBRO: ° (spilla del foulard)


GIOCO DI LAUTREC : "but de pied"
(dito indice e tacco mobile)

FOGLIO NUMERATO:  5  P1
(P1 scritto in alto nell'angolo a destra)
                                                                                        email: <ubarbe22@gmail.com>
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PROVA  ANTI-CONTRAFFAZIONE :
il numero 5 é scritto due volte:

1) la prima volta in modo evidente sul margine sinistro del foglio 
nella posizione indicata dalla punta della scarpa.

2) la seconda volta fu nascosto sotto il fiocco della camicia
per ingannare un eventuale falsario.

Vale quindi come prova di autenticità ?
Assolutamente sì. Un falsario avrebbe replicato il disegno copiando solo il numero 5 apparente sul bordo sinistro del foglio mai più pensando che vi fosse nascosto un secondo numero 5 di conferma.
Questo disegno ha la doppia conferma del numero 5, pertanto si deduce che esso sia autentico.

ASSOLUTAMENTE AUTENTICO !

                                                  

Umberto Joackim Barbera ha fondato nel 1996 la società familiare Newtel srl, web editrice specializzata nelle indagini filologiche, foto-tecniche e multi-spettrali sulle opere d'arte recuperate dalla dispersione del tesoro ebraico, pubblicandone i risultati nel libro "Tabelaux retrouvés" editato per l'anniversario della collaborazione culturale Italia -Russia (1911-2011).


Dedica di un esperto del Ministero di Russia

LE  ANALISI  MULTISPETTRALI
CONFERMANO  CHE  SI  TRATTA
DI  UN  DISEGNO FATTO A MANO 
CON PIGMENTI NATURALI




I risultati delle analisi multi-spettrali hanno dimostrato che non si tratta di una calcografia dipinta con inchiostri, ma di un foglio di dimensioni cm. 64x84 (inizialmente dichiarato di cm. 64x96 per ingannare eventuali falsari) che fu dipinto di prima mano con pigmenti naturali.
La sua dimensione é maggiore delle riproduzioni calcografiche le quali hanno una dimensione di cm. 40x30.

FOGLIO  PREPARATO 
CON  UNA  SPECIALE  PATINATURA
DI  CREMA D' ILMENITE

Il foglio fu passato nel primo rullo della macchina calcografica intriso di crema di ilmenite, un metodo sperimentale di patinatura della superficie della carta che si sarebbe dimostrato come un ottimo fissativo dei pigmenti naturali. Infatti dopo cento anni il disegno rimane integro e nelle perfette originarie condizioni anche se illuminato dalla luce solare, non avendo subito il processo ossidativo patito invece dalle riproduzioni calcografiche con inchiostri le quali sono costrette ad essere esposte a luce soffusa a causa del loro progressivo deterioramento. 

Il minerale ilmenite
contenente ossido di titanio,
fissativo nella patinatura della carta.


Il minerale ilmenite contiene ossido di titanio, un elemento con forti proprietà di candeggiante ottico. L'ilmenite, avendo legami molecolari instabili, consente di ricavare l'ossido di titanio con un semplice procedimento empirico, noto ai pittori sin dal 1860: si  pone il minerale ilmenite,  frammentato in pezzi, all'interno di una cassetta di ghisa resa bollente da un letto di carbonella (brace), versandovi sopra dell'acido cloridrico e si richiude la cassetta con il suo coperchio. 

la cassetta di ghisa ai piedi del Maestro pittore
in un noto dipinto di Henri de Toulouse Lautrec

Il vapore che si produce all'interno della cassetta di ghisa era raccolto per condensazione sulla superficie del coperchio della cassetta di ghisa ed in seguito raccolto e versato in un contenitore nel quale diluirlo con dell'olio magro, in modo da creare la "crema di ilmenite". Questa crema era utilizzata anche per inumidire il primo rullo delle macchine calcografiche. Questo accorgimento evitava altresì che la superficie della carta subisse delle pieghe quando fosse stata pizzicata dalle rondelle laterali ed introdotta nel processo calcografico.

L'ing. Michele Manzi,  un italiano originario di Ischia e laureatosi al Politecnico di Torino, fu l'inventore della macchina calcografica. Egli si trasferì a Parigi e propose a Toulouse Lautrec di sperimentare un nuovo metodo di preparazione e patinatura della carta facendola passare nel primo rullo della macchina calcografia senza farla introdurre nel processo di stampa, ma estraendola in modo da farla asciugare intonsa, stesa all'aria, per cui sarebbe stata perfettamente patinata, pronta per essere utilizzata per disegni di prima mano: le "premiéres" (prime prove) delle "affiches" (manifesti) che Lautrec amava fare in serie di cinque, delle quali la P1 n.5 sarebbe stata evidentemente l'ultima della serie e probabilmente la migliore.

Vi sono altri minerali che contengono ossido di titanio, come il Rutilo, la Brokite e l'Anastasio. Questi minerali hanno legami stabili, per cui l'estrazione dell'ossido di titano fu resa possibile solo dopo il 1920, anno in cui venne inventato il metodo di estrazione sotto vuoto. I tecnici che eseguirono le analisi multi-spettrali, vollero effettuare anche una stratografia che evidenzia come  l'ossido di titanio si trovasse uniformemente esteso su tutta la superficie del foglio, quindi patinato dal passaggio su un rullo intriso di crema di ilmenite.

I tecnici, non conoscendo l'uso dell'ilmenite, chiesero che fosse fornita loro una prova che documentasse che l'artista Toulouse Lautrec ne fosse invece a conoscenza e che lo utilizzasse.

LAUTREC  CONFERMA 
DI  AVER  USATO  L' ILMENITE 
COME PREPARAZIONE DEL FOGLIO

Fortunatamente Henri de Toulouse Lautrec ha lasciato, a suo modo, una testimonianza di questa sua conoscenza, tramandandola ai posteri con i seguenti due suoi disegni:


Nel primo disegno, la donna ritratta si tocca... l'imene.

Nel secondo disegno (qui sotto= la donna ha un pezzo di minerale ilmenite in mano ed é seduta su un raschietto verticale ("plan dans l'imene"), dove la parola "plan" ha significato di "tavola" o tela): quindi il gioco di parole significa che l'ilmenite é sulla tela, d'altronde confermato dalle iscrizioni sulla coperta dove T=segreto, ed il numero 11 indica la quantità necessaria di pezzi di  "ILMENITE" per patinare un foglio di carta !!! 

Nel secondo dipinto, la donna mostra il minerale ilmenite !
                                        
                                     
Sulla coperta la rivelazione !
T = il segreto é la calza nera (chausette noir = c' est noir)
La cosa nera é la pietra d'ilmenite, di cui occorre averne 11 pezzi 

IL  GIOCO  DI  TOULOUSE  LAUTREC
AL  RITROVAMENTO DEL  SEGRETO :


Il gioco sarebbe stato risolto dopo cent'anni... 
grazie ad una magia della dea Iside, il cui segno fu rappresentato dall'occhio di suo figlio Horos , lasciato evidente dipinto con il rossetto sotto l'occhio dell'amica acrobata chiamata Cha-U-Kao !




Cha-U-Kao, un nomignolo che significa "chabots et caos" (zoccoli e rumore), così era chiamata l'acrobata che fu amica della Goulue (la golosa) e di Mademoiselle Fromage (per via del suo forte odore di sudore), quest'ultima disegnata in colore rosa mentre Monsieur Thomas sta conducendola ad una prima all'Operà di Parigi. Questi riferimenti sono degli evidenti elementi identificativi del carattere spiritoso di Toulouse Lautrec.

Una calcografia dell'opera di Toulouse Lautrec "The Clowness" (L'acrobata") é esposta al Museo di San Diego, Collezione Baldwin. L'immagine di "Cha-U-Kao" é stata utilizzata per numerose riproduzioni commerciali (affiches).
                                                                             


                                                                   IL  "GOSSIP"

Il ritrovamento del disegno originario ha interessato l'ex Direttore del Comune di Torino, l'ing. Cesare Vaciago, il quale dichiarando un interesse dei Musei di Torino ad esporre il disegno ritrovato, ha inutilmente invitato in Italia i rappresentanti del "Comité Toulouse Lautrec".


Umberto Barbera nel giorno del suo secondo fecondo matrimonio
con Maria Ludovica dei Marchesi Berardi, 
testimoni di nozze Ezio Gribaudo e Cesare Vaciago.

GOSSIP:
Il matrimonio é stato sciolto dopo 18 anni.
Umberto finito in "Cha-U-Kao" (zoccoli e rumore)
per aver dissipato il proprio patrimonio familiare in acquisto di opere d'arte.

D'altra parte gli esperti del "Comité Lautrec" (Galleria Brame Laurenceau di Parigi, e M.me Daniel Denvich del Museo d'Albi) avrebbero probabilmente preferito che l'opera varcasse i confini della Francia per esercitare il potere di confisca, conferito loro dalla legge Napoleonica ancora vigente, in base ad una semplice esternazione di dubbio sull'autenticità della stessa e senza aver alcun obbligo sia di provare la loro buona fede, sia di fornire le prove della mancata autenticità.

Il nipote dell'artista, il Conte Gullaume de Toulouse Lautrec, finanziere vivente in Svizzera, nell'anno 2012 ha riconosciuto "autentico al 99%" questo disegno ritrovato, demandando all'esperto Richard Loyd della Casa d'Aste Christie di Londra il riconoscimento dell'1% residuo. Quest'ultimo non ha ancora sciolto le sue riserve avendole a sua volta demandate ad un anonimo suo collega il quale si é limitato ad esaminare una fotografia riconoscendola come tale, senza rilasciare alcuna risposta scritta e palesando un assoluto disinteresse nella commercializzazione dell'opera. Un caso unico nella storia della nota casa d'Aste, trattandosi di un disegno che nell'anno 2005 fu valutato € 15 milioni dall'esperto dr. Roberto Crippa,  allora Presidente della Società di intermediazione d'arte "Bank of Art" di Milano.
                                                                    
Per informazioni e proposte di acquisto: 

Galleria d'Arte
BURKE ANTIQUES LLC, Sarazota FL, USA
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